Arte di scrivere, Fotografia, Scrittura
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Il suono del giallo

Quale sera tu non vorresti tornare a casa ?  Quando  le luci  del giorno si  dileguano e  appaiono quelle delle case interne?  O quando l’oscurità prende il soprassalto sulla tua pelle e ti muovi più velocemente ?
Narcisa era dolcemente   a camminare nella città e guardava con curiosità nelle case delle persone che si preparavano alla notte. Il suono  delle luci era diverso in casa, le stanze in penombra mostravano le  ombre come forme e  le forme  erano colori.

Il suono del giallo

Lei si lasciava invadere dai  colori  che parlavano e quando i contorni si offuscavano socchiudeva i suoi occhi e allora il giallo dei petali dei fiori mostrava i lembi morbidamente piegati e avvolti su se stessi, su carnosi steli verdeggianti che forti profumavano, su specchi rispecchianti.

Cogliere morbidezze era quello che Narcisa faceva quando un passo dopo l’altro passava da una finestra all’altra, ma quello che vide e sentì nelle sue orecchie era un giallo musicale quasi impercettibile come un dito di bambina morbido su un tasto di piano  e saltava anche lei  in danze notturne cingendosi di gialli luminosi.

Il suono del giallo

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