Arte di scrivere, Viaggi
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Il ponte coperto

Come  essenza di scultura  rimasta attaccata allo 

spazio  al continuo esistere, 

tutte le dimensioni sono misurate in una relativa prospettiva di linee, 

volume, punti, forme, distanze  e proporzioni,

io mi muovo nella luce.

Con inconciliabile ascolto di passati dove attraversai volumi nascosti

passando tra una strada e l’altra

mi sospesi nei ponti coperti. 

Paola Ricci©Photo

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Distesa a terra stavo  quando nessuno attraversa la curva

lasciando  traccia sulla terra fresca, 

allora guardai  il frastagliarsi della luce tra legno e legno

 come lingue  volati al vento sbrilluccicavano.

Bello porsi in quel distendersi vacuo su morbidezze,

arrivavano saltuarie 

come il sopraggiungere di rossori autunnali di foglie di acero.

Sentire i contatti leggeri di pause troppo serrate dove parlano di silenzio necessario 

perché non c’è spazio migliore che stare l’uno accanto all’altro.

Paola Ricci©Photo

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Scrivo perdendo la bellezza dell’inchiostro 

su carta che scivola come acqua che lambisce le radici di alberi spogliati

in questa Estate  di San. Martino.

Fragile come le rotondità delle nuvole in cielo, si perdono nella luce,  

lasciate lontano nel sospeso parlare.

 Fragile di non essere stato corpo di espressione.

Fragile mossa lontano dal contatto, spostando il piacere, in razionali pensieri infantili.

Dire ora come è  la gioia, perché, in molti momenti fragile passati

gioisce  il solo pensare di vedere distesa sulle 

ginocchia quando leggeva libri.

Paola Ricci©Photo

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Questo ponte coperto,  nel giallore di rossori  ritrovati,

è qualcosa che da spazio,

distanze possibili di passaggio verso altre mete

come linee segnate  girano dietro una curva ,

dove forse trova, parlarti, nuovamente con più leggerezza.

un Bacio 

Paola Ricci©Photo

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