Architettura & Design
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Il pensiero tridimensionale

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Le tre dimensioni nel nostro pensiero costituiscono la rappresentazione degli oggetti.

Gli oggetti pensati come si traducono in visione tridimensionale?

Che cosa comporta il passaggio dal logos all’oggetto?

Le leggi scientifiche acquisite a memoria visiva creano i paragoni tra le diverse strutture, le loro funzionalità e l’applicazione in materia costruttiva.

La prospettiva e la conoscenza della legge che sottende a questo principio, può portare alla costruzione della tridimensionalità dal punto di vista della visione, ma anche nell’immaginario mentale.

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Prospettiva medievale, da un abaco del XV secolo

 

Husserl ha portato in auge il termine “psicologismo” o per meglio dire ne ha mostrate la vera pericolosità e fallacia, affermando che nel campo della logica e della matematica non si ha a che fare con fenomeni psicologici, bensì logici.

Secondo la sua idea della Fenomenologia, è necessario capire che ogni atto, attraverso il quale il pensiero pone qualcosa, comporta ”intenzione” e “realizzazione”, cioè, in ultima istanza, una “intuizione” che genera una nuova datazione intellettuale. Nel discorso husserliano il termine “vedere” e “intuire” si alterna come “sinonimi” perché servono a indicare un tipo di esperienza originaria.

Le ultime ricerche, sulla percezione, sono state condotte a Friburgo ed è interessante quello che prefissato riguarda l’equilibrio. Per capire che cosa accade davvero, nel mondo esterno, il cervello deve ricombinare le informazioni dei diversi sistemi sensoriali e bilanciarle l’uno con l’altro.

La chiamano integrazione multisensoriale o fusione dei sensi. L’organo che registra la posizione del corpo nello spazio è quello VESTIBOLARE che è collocato nell’orecchio interno; quest’organo è responsabile delle illusioni che riguardano il MOVIMENTO. D’altra parte il senso dell’equilibrio è localizzato nell’orecchio interno e precisamente nei tre CANALI SEMICIRCOLARI orientati nelle tre direzioni dello spazio (tridimensionale).

Ascoltare la dimensione.

Le due parti che costituiscono l’organo dell’equilibrio, permetto di controllare i movimenti attraverso un duplice meccanismo che misura, sia la forza di GRAVITA’, sia la rotazione della testa nello spazio. Grazie ad esso abbiamo coscienza dei nostri movimenti. D’altra parte già le ricerche di Resnik e in particolare quella di Bion provano inequivocabilmente l’origine mentale dello spazio tridimensionale.

Bion afferma che “ userei i concetti geometrici della linea, punto e spazio (poiché originariamente derivati non dalla realizzazione dello spazio tridimensionale, ma dalla vita mentale emotiva) come concetti riferibili riflessivamente al campo”.

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Ospedale Americano 1935-1945

Resnik insiste nello SPAZIO MENTALE che non può essere concepito privo di PROFONDITA’ e in più, proprio perché si tratta di spazio mentale interiore, si collega con l’universo del NON SPECIFICO, il cui l’input finale si risolve immancabilmente all’interno della struttura dialettica storica del reale. Tutto questo si può affermare solo se si hanno presente gli studi di R.I. Linas sul dialogo tra specifico e non specifico, e la suddivisione del TALAMO.

L’illusione percettiva tridimensionale è rappresentata bene dai tre dati necessari per specificare la posizione di un punto nello spazio. Graficamente la rappresentazione si realizza con le coordinate cartesiane.

La costruzione del pensiero.

La costruzione comporta la conoscenza di elementi separati e della loro connessione, questo nell’ambito di funzionamento, ma la connessione parte anche dalla configurazione estetica in una risoluzione funzionale. Si può così determinare una legge di relazione, dove gli elementi singoli sono direttamente proporzionali all’estetica come funzionalità e direttamente proporzionale agli elementi singoli ?

 

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Anversa
Paola Ricci©Photo

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