Archeologia dell'alimento, Cibo
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Il pane cantò / I

“Tu conosci la leggenda del canto del pane ?”

“Veramente non sapevo che il pane potesse emettere un suono o una vibrazione” disse con occhi sorridenti socchiusi Viola mentre…….

Corrado le parlava nella cucina davanti al suo forno.

“La storia non ricordo da dove inizia”

Il pane cantò

Il pane cantò

“Qualcuno diceva che si sentiva sempre un suono di pietra su un altro ciottolo che faceva scricchiolare i semi di frumento, farro, orzo o di segala l’uno contro l’altro sulla superficie levigata; altri sentivano quello di un liquido versato su qualcosa di morbido, come un tuffo sordo  che vaporizzava in una nuvola di bianco e cerulea mescolanza di aria dove il sapore era nell’atmosfera”.

“Ma Corrado dove succedeva ?”

“Nelle case dove si mangia ?”

“Io me le immagino questi ripari, ricavati dalla roccia della terra e poi nelle abitazioni di legno costruiti in una foresta assolata ma difesa dai possibili attacchi di barbari o di cavalleria pesante”.

“ Viola, poi devi sapere che qualche bambino sentiva anche lo scricchiolio e scoppiettare della legna sul fuoco; il calore che si univa ad altri vibrazioni come quella delle forti mani che impastavano la farina con l’acqua sorgiva da un ruscello che scorreva non distante in quella radura vicino alla foresta.”

La foresta

La foresta

“ Quella gente come poteva avere tanta farina per preparare il pane per tutto il villaggio?”

“Le case stavano vicino ai mulini, dove le braccia delle persone o la forza degli animali li muovevano, quando non poteva più bastare l’azione della pressione di una sola pietra  contro un’altra. Il vento e l’aria muovevano le pale di quei fiori bianchi giganteschi che si spostavano nell’aria tersa del villaggio”.

“Sai Viola che noi dobbiamo ringraziare la furbizia e l’intelligenza della cultura egizia che scoprirono gli effetti magici della “muffa” per fare lievitare il  pane di oggi ?”.

“ Muffa ! Aiuto ! Io quando la vedo la scarto subito e la butto via!”

“Gli Egiziani scoprirono casualmente gli effetti “magici” di una muffa prodotta da cibo andato a male, che trasformava il glutine e faceva lievitare il pane lasciandolo riposare per quel qualche tempo, e cuocendolo poi in piccoli forni a forma di cupola che raggiungevano e conservavano un’alta temperatura. I Greci invece poi impararono e perfezionare la tecnica d’impasto e cottura, aggiunsero spezie e aromi con notevole creatività, tanto che si dice producessero ben 72 tipi di pane diversi.”.

“ Mentre furono i Romani che costruirono i primi mulini ! “.

“ Sai Corrado quando penso ai mulini, vorrei mettermi distesa sotto lo sciabordio dell’aria spostata da quelle vele bianche che ruotano nell’aria, poi penso a Don Chisciotte della Mancia che vide i “Giganti” con cui voleva battagliare, che invece erano mulini a vento ”.

“ Li eravamo nella zona centro meridionale della Spagna, la Mancha , che è disseminata di mulini a vento”.

“Corrado quando il pane lievita allora si deve ringraziare la muffa?”

“Dobbiamo ringraziare la scoperta dell’antico Egitto che avendo dimenticato un impasto di acqua e farina a riposare al buio e al caldo, col tempo si è gonfiato e attraverso un processo di fermentazione spontanea con i microorganismi presenti nell’aria dell’ambiente, è lievitato. Divenuto così un impasto chiamato lievito Madre o chiamato anche pasta acida”.

Continua…..

 

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