Arte di scrivere, Lasciate fiorire i carciofi
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Il mio letto è una nave / I

Articolo pubblicato sulla rivista “Infanzia” novembre-dicembre 2014 dell’Università di Bologna.

La poesia come parola “sensibile”, l’immaginazione dei bambini, il laboratorio di disegno.

Le parole scritte nelle poesie, nel momento che sono ….ascoltate nel loro suono, toccano il mondo emotivo che incomincia a dialogare tra se e l’alterità, non sola intesa, come l’antitesi aristotelica, ma come altro soggetto nelle molteplicità delle coscienze. Il bambino, durante l’apprendimento, pone vicino alla lingua scritta immagini visive e scopre, attraverso le similitudini, l’aprirsi di una porta al mondo delle metafore, che si materializzano davanti ai suoi occhi.

Le parole in poesia sono l’enunciazione del ritmo, della posizione, della metafora, dell’onomatopea, delle similitudini e del significato.

S’inizia a leggere la poesia al bambino; rappresenta, per lui, cogliere la fase narrativa nel testo.

L’educatore lavorerà nell’individuare gli elementi letterari e lessicali nella forma grammaticale; Individuato il soggetto e parallele entità, come pronomi personali in funzione di complemento, si procederà alla scoperta dei relativi significati, sinonimi e contrari usando il dizionario e anche quello dei sinonimi e contrari in particolare. Questo porta a elaborare un processo mentale di significazione ma anche quello importantissimo di visualizzazione del soggetto in questione.

Un passaggio importante per l’ascolto della poesia e per sentire l’immagine è il riconoscimento di una situazione metaforica.

 

Laboratorio di disegno

Paola Ricci © Photo

 

La metafora, dal greco metaphérō, io trasporto, è un trasferimento di significato.

Il potere evocativo e comunicativo della metafora è maggiore, quanto più i termini di similitudine, di cui è composta, sono lontani nel campo semantico; il predicato verbale scelto, compie un’azione propulsiva che non si otterrebbe dal semplice trasferimento di significato.

Il bambino raggiunge maggiore visibilità e immaginazione di questo trasferimento, perché individua, nell’azione, un soggetto personale ed emotivo vicino; il gesto manuale, durante la crescita del bambino, è il progressivo passaggio dai gesti fatti con la mano all’azione orale.

 

Il laboratorio di disegno

Paola Ricci © Photo

 

Vediamo nel capoverso, di una poesia di R.L.Stevenson, come il predicato verbale faccia da ponte tra i due soggetti diversi e ne scaturisca una forma metaforica. Il verbo rappresenta la parola semanticamente più forte, un verbo come ondeggiare nella poesia Storia dei pirati, diventando un participio presente declinato come aggettivo, descrive l’azione per il prato e per il mare;

le onde che appaiono sono alternativamente di erba e acqua.

 

Noi tre nel prato ondeggiante a navigare,

noi tre a bordo del cesto nel prato:

Soffiano venti primaverili sullo scafo lanciato

e onde nell’erba come onde nel mare

 

A questo proposito vi cito due diverse considerazioni sulla parola e l’azione nello sviluppo e crescita del bambino:

“Alla base dello sviluppo filogenetico del linguaggio pare ipotizzabile un meccanismo istintivo di atti comunicativi condivisi che avrebbero permesso prima di accostare e poi di associare il

significato del gesto a quello della parola” (1)

“Le radici delle parole di lingue storico-naturali anche lontane (polinesiane, cinese, indoeuropee ecc.) evocherebbero, infatti i rapporti tra l’originario movimento manuale e l’articolazione vocale: ci sarebbe cioè una sorta di relazione tra i gesti e i suoni linguistici che riprodurrebbero rispettivamente movimenti ampi o stretti” (2)

Individuare, nella metafora, il forte potere descrittivo della parola per il bambino, significa fare

funzione comune tra parole diverse e esaltare ancora di più la capacità di vedere la forma in modo particolareggiato. Così per esempio due parole come cesto e porto apparentemente e diametralmente opposti, possono essere definite una metafora dell’altra perché entrambi hanno la funzione di contenere oggetti.

La Metafora, nelle poesie, nelle prose e nella narrativa, fa emergere al bambino il vissuto emotivo di situazioni quotidiane, capovolgendo, attraverso l’immaginario ipersensibile, le situazioni da piacevole a sgradevole e viceversa.

Così in La terra del copriletto, sempre di R. L. Stevenson, le lenzuola sono quelle del letto di quando ci si ammala, ma anche le colline dove imperversa una battaglia di soldatini. L’uso delle preposizioni con valore locativo, dà la qualità alle azioni di spostarsi in due luoghi diversi, e così avviene la trasformazione:

 

E a volte stavo anche un’ora a guardare

i miei soldatini di piombo là a marciare

con diversi uniformi e bandierine

tra le lenzuola, lungo le colline

 

La parola, che è l’elemento basilare della comunicazione verbale, può anche da sola e unica, nel momento che è letta, provocare un processo mentale di attivazione fantastica?

Sicuramente un’unica parola può attivare un processo di memoria nel pensiero del bambino, ma quello che ci interessa di più è il processo di creazione fantastica e d’immaginazione.

Continua ….

 

 

1 Michael A.Arbib, Monkey-like action recognition to human language, Behavioral and Brain Sciences, USA, 2005 28-2.

2 JeanPiaget Il linguaggio e il pensiero del fanciullo, Giunti, Firenze, 1962- M.Gentilucci,M.C. Corballis From manual gesture to speech a gradual transition. Biobehav Rev 30:949-960,2006

 

 

 

 

 

 

 

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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