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Il giardino straordinario

Era un mattino presto, nella piazza si stava preparando il mercato, non c’era molta gente e le luci della città non erano ancora intense come quando a mezzogiorno tutti corrano a prendere le ultime cose per il pranzo, per preparare il cibo conviviale.Eppure Paul era rimasto alzato tutta la notte, nel suo laboratorio egli creava quello che lui chiamava il suo “giardino straordinario”, fatto di colori e sapori che non avevano stagioni e i colori non avevano limiti alla nostra immaginazione; stava in contatto con le tinte perché solo esse potevano donare la luce ai cieli che mutavano ogni giorno.Paul diceva che regalava i colori a quelli che entravano nella sua “Maison” di pasticcerie e cioccolateria, per comprare quelle delizie che ogni volta nel palato di ognuno li portavano verso nuovi viaggi e luoghi di sapori. Dopo quella sera passata nel laboratorio, in Place du Grand Sablon Paul s’incamminò nella piazza e con i suoi passi, girando come una farfalla, danzava tra i primi banchi aperti del mercato; era sempre stato così dai lontano primi novecento, dove il suo bisnonno Henri aveva iniziato con una “Boulangerie Patisserie” in quella stessa Piazza in cui cambiavano le persone, ma la vita fluttuava come l’energia ricca di entropia fantastica, dove niente poteva tornare indietro ma solo veleggiare in avanti.

Plance du Grand Sablon 1900

Diceva che le ispirazioni dei suoi “giardini” le potevano cogliere da qualunque cosa e qualunque profumo ma soprattutto da qualunque colore cangiante dalla luce. Paul lentamente si diresse dentro la chiesa che sta al lato della piazza, la chiesa di Notre-Dame du Sablon, forse l’edificio più importante di Bruxelles, rimasto intatto nel tempo come la storia della sua famiglia. Entrò nelle ampie navate della chiesa, in quel mattino di silenzio, l’unico suono erano i suoi passi che riecheggiavano guardando il grande pulpito di legno e l’organo che imperava silenziosi. Paul era li, voleva catturare le luci colorate che penetravano nello spazio della chiesa attraverso le vetrate che sorreggevano quegli alti muri di pietra ricamati nella storia. Era uno spettacolo come i colori si rincorressero spostandosi velocemente sulla pietra dipingendo il tutto di rosso, giallo, verde, azzurro, arancio, marrone; il suo cuore si fermava davanti al cangiare dei rossi: rosso cardinale, rosso di Persia, rosso pompeiano e rosso porpora; ma quello che lui stava cercando di cogliere era la gradazione di un rosso che unisse il cuore con quella di un frutto. I suoi occhi con il suo corpo giravano nelle navate libere e fresche di quel mattino e scorrevano talmente velocemente i colori che il sapore faceva difficoltà ad arrivare alla sua mente. Pensava all’incarnato di prugna, ma la dolcezza della prugna troppo esaltato non avrebbe amato il cioccolato bianco e neanche il rosso Borgogna come il rosso della ciliegia che sarebbe stato un gusto armonizzato con il cioccolato fondente, ma avrebbe impoverito l’esaltazione della passione di un cuore. Il colore che avrebbe reso vivo e pulsante questo cuore di sapori era il rosso magenta. Lasciò la chiesa che lo inondava di colori che erano ormai danzanti sulle sue spalle e quei riflessi di luce che le vetrate facevano sbucare col correre del sole attorno alla chiesa.

Paul rientro nel laboratorio e il mercato ormai stava per chiudere e lo accolse sua sorella Myriam che le disse che una donna misteriosa aveva chiesto di lui lasciando questa frase sospesa su un piccolo pezzo di carta: ” il cuore mio vorrei riempirlo di un profumo di bosco al limitare di un giardino per lasciare che entri un sapore più morbido dei miei pensieri”. Paul rimase nel suo laboratorio ancora una notte intera senza che altre luci potessero fargli confusione e quella notte tutto si combinò perché il lampone di quel limitare del bosco tra giardini e prati assolati potesse essere avvolto in quel cuore di dolce cioccolato bianco ripieno di ganache al cioccolato fondente. La donna misteriosa lasciò un altro biglietto a Myriam e Paul, dopo aver degustato i suoi “Coeur Framboise”, che diceva così: “ se il cuore di un uomo fosse pieno di lamponi, allora io lo avvolgerei di cioccolato bianco” grazie gentili maestri Wittamer, di aver realizzato un giardino straordinario anche per me”.

https://www.wittamer.com/

 

Wittamer

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