Architettura & Design
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Il contenitore bianco / Richard Meier & Partners

La permeabilità e la trasparenza sono quello che fa di questo contenitore un esempio di architettura nell’architettura. Dove il progetto si erge per vivere nello spazio urbano e nello stesso tempo distinguersi dalla situazione della città, perché diventi un caleidoscopio di visioni.

Il monumento che è contenuto è salvaguardato e nello stesso tempo è oggetto di “visione” anche dall’esterno. Si crea quello che è possibile definire il museo vivente, dove il pubblico si muove insieme alla pregevolezza e la cura di oggetto antico.

Richard Meier & Partners
Paola Ricci©Photo

E’ suddiviso in tre settori principali, una Galleria chiusa alla luce naturale, poi la zona sopraelevata a questa galleria che accede al contenere l’Ara che è invasa dalla luce naturale di giorno e filtrata da ampi lucernai di cristallo.

Richard Meier & Partners
Paola Ricci©Photo

Questa soluzione ha comportato il montaggio di oltre 1500 mq di vetro temperato, in lastre grandi fino a tre metri per cinque, tali da annullare l’effetto-gabbia del Padiglione e garantire il massimo di visibilità. Poi  c’è il terzo settore che contiene la Sala convegni, disposta su due piani, dove sopra si presenta la terrazza. Il travertino è come elemento di continuità coloristica, l’intonaco e il vetro sono in grado di offrire una compenetrazione tra interno ed esterno, un contemporaneo effetto di volume e di trasparenza, di pieno e vuoto.

Richard Meier & Partners
Paola Ricci©Photo

Richard Meier & Partners
Paola Ricci©Photo

Il travertino proviene dalle stesse cave da cui fu estratto per la realizzazione di piazza Augusto Imperatore negli anni Trenta ed è lo stesso più recentemente utilizzato da R. Meier per il Getty Center di Los Angeles e altre importanti opere architettoniche. La sua lavorazione “a spacco” e le caratteristiche stesse della pietra ne fanno un materiale unico, prodotto con una tecnica messa a punto per lo stesso Meier.

Il museo è attraversabile dall’esterno come un contenitore accessibile, l’esterno entra nell’interno senza nessuna forzatura con rispecchiamenti di spazi esterni con quelli interni e il vetro funge da pellicola morbida e flessibile come se non servisse spostarsi perché il corpo è attratto verso il dentro, come una calamita.

Richard Meier & Partners
Paola Ricci©Photo

I pilastri che sorreggono la copertura modulare e vetrata, sono di forma cilindrica. La zona di entrata e contrapposta dalla  parete lunga di travertino che nonostante la sua possanza materica appare leggera nel suo alzato e sorretta dal bianco e il vetro che la circonda.

L’architettura è la guida per la conservazione della storia, così si presenta questo progetto inserito in una città che si snoda tra passato e presente come un labirinto di sorprese.

Richard Meier & Partners
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L’opera antica “guida” quella moderna senza soffocarla senza nessun annullamento, ma nella bellezza delle forme e delle ombre che s’incrociano come strutture portate a una esposizione, perché il rispecchiamento e quello che si compie nell’osservare da fuori Ara Pacis che ti cattura catapultandoti nella storia del passato.

 

 

 

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