Archeologia dell’Ingrediente, Cibo
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Il biancore della rapa

Il biancore di un ingrediente che sta sotto terra.

Come fa a essere così bianca pur vivendo sotto terra?

Sembra che la terra l’ha preservata dalla troppa luce e il suo biancore vellutato è rimasto protetto dagli agenti esterni. Sovrastata dalla crescita delle foglie alte, verde intenso, ma neanche troppo chiare, da confondersi col giallo, ecco cosa lasciava esporre fuori della terra.

La rapa appare come una sfera quasi perfetta e la sua imperfezione con un peduncolo che si affina opposto alle alte foglie, la rendono ancora più sinuosa e interessante. Ecco che nella sua lunghezza appare la bellezza, si può chiamare contrasto tra due colori bianco e verde? Forse sembra che l’acqua dia nutrimento continuo a questa pianta, il biancore è di acqua fresca e pulita che dalla base nutre le foglie.

“Le piante che sono state cresciute nell’oscurità, sono bianche o tendono al giallo. La luce peraltro, mentre agisce sui loro colori, agisce contemporaneamente sulla loro forma. La Luce al contrario dispone subito la pianta in una condizione attiva, la pianta appare verde e il percorso della metamorfosi fino alla riproduzione procede senza interruzioni” Goethe.

Questi due colori si cercano nel nutrimento reciproco; il bianco scompare nell’ombra e l’ombra esiste contrapponendosi al bianco.

 

Paola Ricci © Photo

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Il verde invece esprime un appagamento della vista: “Se ambedue i colori-madre (giallo-azzurro) si equilibrano perfettamente nel composto, di modo che l’uno non si nota prima dell’altro, occhio e anima riposano su questo composto, come se si trattasse di qualcosa di semplice” Goethe.

Quel biancore che riveste la rapa non si allinea alle espressioni che a volte sopraggiungono descrivendo una persona schiocca come una rapa?

Gli si attribuiscono meno valore e forse meno sapore?

Eppure la dolcezza e l’amaro che racchiudono questo ingrediente della natura non si addicono alla stoltezza, se poi essa ha un sapore ben definito. Se poi al suo gusto aggiungiamo quello dello scalogno che delicato, ma aromatico sarà in grado di sciogliere nel palato il sapore zuccherino che la rapa contiene.

 

Paola Ricci © Photo

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Aggiungendo colore,  polverizziamo le spezie con la discesa dell’olio extra vergine d’oliva, prima di saltarlo sul fuoco insaporito dal sale grosso e pepe nero. Sembra così vivido allora quel bianco che la rapa riluce nella stanza e i rossi e gli aranci sono rimembranze della terra in cui è nata.

Paola Ricci© Photo

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Ma nelle fiabe la rapa è nobilitata, diventando o principessa o ricchezza; la sua terra di origine è l’Asia nel popolo dei Mongoli,  si nutrivo e le foglie erano date ai cavalli. Ora la cottura con la pasta è il rincorrersi dei fiumi tra la terra, è il distendersi di sapori di giornate assolate che stanno volgendo ai primi notturni autunnali; quello che lascia sconcerto è che il palato può fare vedere questo correre nella natura con occhi chiusi, quando la luce verdeggia le foglie e imbianchisce le rape.

 

Cavalieri in Mongolia

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