Architettura & Design, Arte
Leave a comment

High Museum of Art / Atlanta

Ci aggiriamo, circoliamo, come fossimo parte della struttura architettonica come se il corpo degli spettatori fossero fluidi attraversano le stanze, per osservare l’estetica esposta, ecco quello che avviene in questo edificio, che accoglie le opere e…. collezioni permanenti ed esposizioni importanti ad Atlanta nel High Museum of Art  progettato da Richard Meier.

La vista dal High Museum of Art

Paola Ricci © Photo

 

Lui  è fondatore, insieme ad altri quattro architetti, del gruppo New York Five. Questi cinque architetti hanno in comune la fedeltà verso una pura forma di modernismo  architettonico, dando importanza al lavoro di Le Corbusier negli anni Venti e Trenta, anche se osservando più attentamente il loro lavoro risulta molto più individuale nell’approccio esecutivo. Mentre gli edifici di Meier rimangono i più vicini all’estetica modernista e fedeli alla forma corbusiana.

 

Le Corbusier Maison blanche

 

Nel 1984, ottiene l’incarico di progettare il Museo di Atlanta dopo aver vinto il premio Pritzker Prize a soli 49 anni . Come quasi tutte le costruzioni di Meier, anch’essa è bianca, ricoperta in questo caso da pannelli d’acciaio smaltati, con una scala esterna a pianta quadrata.

 

High Museum of Art

Paola Ricci © Photo

 

Quello che rende “illusorio” e come tale affascinante come se ci si muovesse in uno spazio dilatato,  è la rampa  di scala posta in diagonale.  Collega la strada  con l’ingresso, rendendo lo spazio antistante dell’edificio più grande. Dalle finestre quello che si scorcia sono le atre dimensioni architettoniche che si innalzano nel cielo architettonico come  fosse un dialogo silenzioso tra  le strutture e  le configurazioni evolutive nel tempo. Il tempo quotidiano dialoga con la luce che penetra le vetrate per poi andare a rispecchiarsi in quelle circostanti come se l’architettura non sia fatta di solidi ma di svuoti che comunicano con i pieni ricostruiti.

 

la vista dal High Museum of Art

Paola Ricci © Photo

La vista dal High Museum of Art

Paola Ricci © Photo

 

Così gli occhi stupiti, incuriositi, persi nel chiarore dei banchi si illuminano e colgono queste variazioni del bianco, con il variare del giorno con la notte; le ombre sembrano dei disegni di architettura e con lo stupore non si coglie subito il confine tra la struttura e la sua proiezione, rimangono però come alter ego le opere che si susseguono nelle stanze e quando vai a incontrate gli occhi del dipinto, quello che puoi fare e rimanere catturati nel tempo come se fossi dentro all’arte.

 

Auguste Jean Baptiste Vinchon

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *