Architettura & Design, Biennale 2019
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Gran Bretagna/ Island Biennale Architettura 2018

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Caruso St John Architects, Marcus Taylor, uno è architetto e uno è un artista, sono i curatori del Padiglione della Gran Bretagna ed entrambi sono in sintonia su una dimensione dello spazio, l’isola interiore che si annida tra la mente e il corpo e si espande nello spazio.

Spazio vuoto è quello che realmente arricchisce il genere umano perché nel soffocante desiderio di riempirsi di oggetti e possedimenti, si pensa  di dare valore alla vita,  invece quello che rende la vita, un senso di pienezza, è di stare nel vuoto e nuotarci dentro.

Quello che avverrà, questo prossimo fine settimana, 11 e 12 agosto nel Padiglione della Gran Bretagna ai Giardini di Venezia alla Biennale Architettura 2018 FREESPACE, sarà un workshop nello spazio.

Il monitor del grande scrittore inglese è : “Non devi aver paura. L’isola è piena di rumori, Suoni e dolci arie che danno piacere e non fanno male.” William ShakespeareLa Tempesta (3.2)

Commissionato dal British Council, il progetto del padiglione britannico alla 16. Mostra Internazionale di Architettura risponde al tema FREESPACE creando un nuovo spazio pubblico sul tetto dell’edificio originario.

 

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Gran Bretagna Island
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

Allora il tetto di un edificio racchiude la possibilità di adempiere al vuoto nelle stanze del Padiglione sottostante, come una pelle di un tamburo che risuona nell’aria.

Passeggiare e camminare nel Padiglione deserto è stata la dimensione architettonica  che ha  “smaccato” il  contesto “costruttivo” che non si poteva immaginare in una Biennale di Architettura.

Perché aggiungere qualcosa all’interno di uno spazio,  per mostrare cosa c’è già, o occorre forse ascoltare solamente?

L’ascolto del suono ti permette di vivere una dimensione libera perché non ci sono confini, non ci sono limiti , il solo ostacolo è quello di non riuscire a sentire un suono oltre ad una determinata distanza, ma la libertà è data dal non essere inglobato in uno spazio che si espande nell’aria liberamente.

Ripensare al mondo che ci circonda, significa non includersi in qualcosa di stabilito, ma stare ad ascoltare che i confini possono non esistere e costruirli è stata una prerogativa del genere umano non dello spazio in se.

#BiennaleArchitettura2018 #Freespace

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