Architettura & Design, Concept, Filosofia
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Future Cities / Tiksi

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In tanto abbandono architettonico, l’uomo perde la coesione con se stesso e entra nell’ illusione di distaccarsi dallo spazio circostante.

La coscienza di se stessi è persa, lo spazio immenso che circonda la città è l’infinito.

Il sole, l’orizzonte, la distesa di terra, di spazio, in questi diversi piani di configurazione si crea una mescolanza di linee tra terra e cielo, e acqua.

Tiksi è una città circondata da spazio e distanze circostanti immense che fanno perdere la coesione dell’essere umano,  avviene una graduale disgiunzione tra il corpo umano e la concezione dello spazio abitativo.

Tiksi si trova nel delta del fiume Lena, nel l’Oceano Artico. E’ un posto molto difficile da raggiungere ed è necessario un permesso speciale per la sua importanza strategica e militare fin dagli anni della Guerra Fredda.

Tiksi è un insediamento portuale in Yakutia di Bulunsky Ulus, situato sulla costa del Mar Glaciale Artico. Servito come l’accesso principale al Mar di Laptev. La sua popolazione attuale è di circa 4000 persone. Il censimento del prossimo anno mostrerà quante persone hanno lasciato per vivere e lavorare in Yakutian l’insediamento più settentrionale.

 

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Tiksi

La città è stata fondata nel 1933. In epoca sovietica era considerata come il luogo più promettente. Nel corso del tempo la gente si dirigeva  lì per la vita romantica e con stipendi piuttosto buoni. I tempi sono cambiati, il mondo è cambiato e Tiksi si è  modificata un po’.

Tiksi non conserva i resti della gloria sovietica, basta dare uno sguardo agli edifici che appaiono funzionali. Poi si può vedere  come le case rimaste, senza i  proprietari,  sono andate  sempre attraverso il processo di demolizione sotto la pressione del tempo e del clima molto freddo artico.

La speranza  è che Tiksi sarà totalmente ricostruita nel prossimo futuro,  si conosce, a causa del nuovo ciclo dello sviluppo della rotta verso il Nord perchè  la terra sta assumendo sempre più un riscaldamento globale.

 

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Tiksi

Quello che posso immaginare è che le case, che sono in fase di demolizione, possano avere sui muri la luce proiettata di disegni colorati che cangiano durante il giorno e la notte, quasi per moltiplicare come scenari di pareti in cui si riflettono le luci di aurore boreali continue.

Immaginare case come palafitte sospese e che avranno spazio di coabitazione tra le persone e spazio in cui  ci si può  isolare per ascoltare la propria anima. Le case saranno progettate come abitazione di “famiglie allargate”. Edifici grandi ma anche con spazi abitativi che sono autonomi, come delle navicelle che stanno sopra la superficie della terra.

Non c’è diritto di migrare senza l’ospitalità intesa come diritto di residenza. Questo può avvenire solo riconoscendo che nell’esilio planetario della globalizzazione siamo tutti stranieri residenti.

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Tiksi
Paola Ricci©Designer Concept 2012

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