Editoria, Scrittura
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Fra le crepe dell’anima / Les Flâneurs Edizioni

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La scrittura è il segno che è lasciato sulla carta,  è il passaggio tra la mente e la volontà di trasmettere  il proprio logos.

Scrivere è compiere passaggi simultanei, tra quello che  la mente esercita  come volontà di piacere e la velocità di manifestare l’assiduo lavoro di trasposizione  dal pensiero in frasi e in narrazioni; prende corpo il  racconto,  una poesia o un romanzo.

Angela Aniello, è una scrittrice che approda al suo primo romanzo avendo già pubblicato precedentemente, poesia, prosa e racconti e lavorando a contatto con la letteratura come insegnante.

Questo romanzo si sviluppa in diverse storie che s’intrecciano tra loro,  dove gli eventi sono incatenati come delle scene filmiche per un noir, anche se questo tema non lo troviamo per tutto il romanzo, ma appare mescolato con aspetti psicoanalitici. Il romanzo rimane sospeso nei suoi densi e veloci  passaggi tra una situazione e l’atra; l’incastro tra i diversi eventi non vuole essere sempre quello di un giallo, anche se il finale realizza  una sorpresa non immaginata, ma sono i cambiamenti di scena  che rendono il romanzo un’esemplificazione dell’animo umano che si frantuma.

La scrittrice si muove usando una tecnica di mescolanza tra la narrazione e la prosa;  il vissuto è incalzato nelle parole di possibili garbati psicanalisti nascosti nel fondale della storia.

 

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Angela Aniello, Fra le crepe dell’anima
Les Flâneurs Edizioni

La storia è densa e scorrevole e i personaggi ricordano attori incapaci di uscire dalla parte che la scrittrice ha affidato loro, rimanendo incastrati nelle vicende per loro costruite.

Il minimalismo dei fatti si metamorfizza in uno stile barocco, come architetture  e luci che appaiono e scompaiono,  come nelle penombre delle chiese quando il sole e le nuvole si muovono velocemente come in un “timelapse” cinematografico.

I dialoghi sono stretti e ridotti all’osso perchè  i personaggi, anche se loro stessi portatori di morte e fonte loro stessi di paura,  hanno difficoltà a parlare a se stessi.  Ciascuno sembra trovare godimento  nel condurre la propria vita, fino a che non si trovano  nudi  davanti a loro stessi in un’eterna solitudine che genera paura.

Tutto ciò potrebbe pietrificare il lettore, che trova in questa secchezza di parole e di eventi un’immobilità davanti alla trama, ma invece è catturato dal vuoto che ogni anima dei personaggi fa galleggiare  tra le due diverse città. Sono senza peso queste donne e questi uomini,  incapaci di trovare un nutrimento che dia a loro una pienezza alle loro vite; incapaci di sentire l’amore che enunciano continuamente a parole e  privi di qualsiasi empatia.

La scrittrice equilibra questa aridità nelle anime,  che lei stessa ha voluto creare,  dando un epilogo talmente agghiacciante e sorprendente che il lettore trova una possibile risposta di come l’anima umana non trova  casa neanche nella propria vita.

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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