Arte, Arte & Opere, Biennale 2019
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Erwin Wurm/ Performative one minute sculptures

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Quando la scultura è esperienza performativa con una durata a tempo si può ancora definire scultura?

La scultura ha il potere di creare uno spazio nello spazio, “occupare” uno spazio nello spazio vuoto di aria che desidera prendere parte.

Sembrano descrizioni formali che l’arte contemporanea ormai è abituata ad ascoltare e a vivere come degli happening.

Però ci si chiede come li trattiamo questi spazi, come entità non visibili, come possibili confronti tra il vuoto e il pieno, tra il toccabile e l’immaginabile?

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

 

I confronti tra la scultura del passato con quella che si è vista al Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia, con il lavoro di Erwin Wurm è stato qualcosa non si ripete mai uguale e realizza scultura con il corpo dell’uomo che non sarà mai uguale all’altra pur essendo un configurazione prestabilita.

Erwin Wurm è uno dei pochi artisti in grado di tradurre la mutata esperienza spaziale in un’arte spaziale propria. Secondo l’artista, l’automobile è la causa principale dello slittamento di significato tra il concetto di mobile e immobile.

 

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

Per l’artista le diverse “postazioni” all’interno del padiglione sono date da indicazioni comportamentali con gli oggetti presenti. Sono indicate con immagini sugli oggetti stessi. Mentre all’esterno si presenta un enorme camion posto in verticale sulla propria testa; è una scultura accessibile ai visitatori, consentendo di salire all’interno fino in cima il camion lungo la piattaforma.

Scultura diventa un oggetto che ha una sua connotazione e poi questo stesso oggetto viene “capovolto” per diventare altro per subire forse quella “utilizzazione” per il concetto che l’artista va ad esplorare.

 

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

 

Non è la forma che si manifesta, ma la forma che manifesta quello che vuole l’artista, quasi uno sfruttamento “metaforico” del suo raggiungimento concettuale.

Lo spettatore non viene altro che indirizzato ad vivere un’esperienza sensoriale triplice nello spazio: corporea, meccanica e mediale.

Possono autorappresentarsi in una dimensione spaziale, ma questo è scultura?

L’uomo che vive in contesto sociale, quando entra in questo camion capovolto, cambia il suo assetto sociale ed è questo che interessa all’artista , spostare l’opera dal suo contesto come avviene anche per l’essere umano.

 

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

L’artista va a toccare lo spazio abitativo come fosse un oggetto performante per l’uomo, diventa anch’esso una forma di dialettica tra l’uomo e gli oggetti che compongono la vita abitativa e di movimento in essa e fuori da ciò.

Cosicché la scultura è altro fuori dal contesto museale e di gallerie ?

La scultura è ciò che ci circondiamo nel quotidiano?

I visitatori provano direttamente sulla loro pelle, in qualità di attori principali, l’esperienza di sedentarietà e nomadismo, inclusione ed esclusione, mobilità e immobilità.

 

Alcune esperienze vengono vissute sul caravan che è  un contenitore dentro ad un altro contenitore che è il Padiglione dell’Austria, ( “Wohnwagen” letteralmente veicolo adibito ad abitazione ) facendo appello alle esperienze sociali e psicologiche di ogni visitatore.

A questo punto si può essere sicuri che gli spettatori vorranno o sceglieranno di compiere questa esperienza o rimarrà uno spazio vuoto con incluso solo oggetti che assumono una collocazione estetica data dello spazio architettonico fortemente coinvolgente ?

 

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

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Erwin Wurm, Performative one minute sculptures.
Padiglione Austria della 57.Esposizione dell’Arte della Biennale di Venezia
Paola Ricci©Photo

http://www.labiennale.org/it/agenda/matinee-padiglione-austriaco

 

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

 

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