Arte, Arte & Opere
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E’ solo un punto colorato? Sigmar Polke (1941-2010)

Un punto ingrandito non è altro che l’idea del colore che diventa superficie?

Ma a questo “punto” è la mano che disegna e colora e non è meccanicamente riprodotto.

Sulla tela e sulla carta ciò che resta fortemente ancorata sulla superficie è la materia cromatica così il colore non è altro che l’opera che potrebbe stare anche sospesa e sarebbe forte ed espressiva, mentre si adagia sulla tela e sulla carta solo per essere “contenuta” nella visione non nella sua essenza. Polke ha il potere, con il colore, di superare la dimensione di superficie e catturare la dimensione spirituale del visitatore all’interno del quadro o della carta.

 

Paola Ricci ©Photo

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Indichiamo con un dito, osservando, il mutare del colore il muoversi come liquido, ma non facciamo altro che entrarci e oltrepassarlo fino a confondersi con il colore e avviene sia nelle piccole dimensioni e in quelle ridotte.

 

Paola Ricci ©Photo

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Queste tinte sembrano quelle rilasciate dai semi di diverse colture che si sono sciolte col sopraggiungere di un acquazzone improvviso dove tutto si confonde tra terra ed erbaggio. Tanto che l’astrazione è il risultato di un’accezione posta dalla mente umana a qualcosa che succede nella natura, forse quella che avviene in posti sperduti e nascosti.

 

Paola Ricci ©Photo

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L’artista è alla continua ricerca di scoprire colorazioni con sostanze chimiche naturali, che si producono da materiale che si decompone o si sviluppa con l’incontro di sostanze diverse tra loro, tracce dalla terra di superficie o di profondità, dall’aria e dalla pioggia.

Polke mette insieme delimitando confini tra le forme o le forme realizzano la linea di demarcazione tra di loro, non c’è priorità in questo rincorrersi di colore, forse è solo la forza intrinseca del colore che sovrasta l’artista.

Paola Ricci ©Photo

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In Sigmar Polke il colore gli ha parlato, con suoni che riecheggiavano nel suo corpo che si è espanso nella natura come sulle superfici in cui lui mentalmente ci si avvolgeva.

“Una volta ho visto il macellaio del villaggio affettare al collo di un uccello e drenare il sangue fuori di esso. Volevo gridare, ma la sua espressione gioiosa ha catturato il suono in gola … Questo grido, mi sento sempre lì. Quando, come ho disegnato un ritratto crudo di mio professore, ho cercato di liberarmi di questo grido, ma invano. Quando ho dipinto le carcasse di manzo, era ancora questo grido che volevo liberare. Non ho ancora avuto successo.” Chaim Soutine

 

Paola Ricci ©Photo

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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