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Dove passeggia la Lucertola?

La Lucertola si era spostata dalla sedia a sdraio, che aveva trovato aperta davanti al piccolo giardino vicino alla Locanda, fino al prato che si stendeva ….

nella vallata. Il luogo che aveva scelto, per fare un po’ di villeggiatura era proprio bello. La Lucertola voleva incontrare nuovi amici, per stare con loro attraversando i colori di quell’estate che stava finendo.

Paola Ricci© Photo

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La vallata si distendeva come un palmo di mano che si allarga quando si sta per prendere una mela dall’albero. Il verde era così assordante che lei ci si sguazzava dentro come fosse un mantello ancor più lungo del suo corpo. Vide che si stava allontanando un suo vecchio compagno di viaggi, il Ramarro;  non era più verde, quella mattina,  e sicuramente non si sarebbe confuso tra quelle colline, così l’avrebbe raggiunto nella sua passeggiata. Dietro alla sua coda mozzata, c’era lui, il Maggiolino verde. Entrambi sguazzavano in terra che a prima vista sembrava rossa e gialla,  avevano un dubbio, di essere finiti da qualche altra parte, forse non proprio su un campo d’erba.

 

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Intanto la Lucertola aveva preso la rincorsa e si era mossa per andare a trovare la sua amica Mucca; le piaceva quell’animale dagli occhi dolci e col muso così rosa che brulica per tutto il prato, lasciandosi i fili d’erba attaccati e inumiditi dalla saliva . Il Cavallo era invece il compagno delle sue corse mattutine quando ancora, addormentata, si poggiava sulla sua groppa e si lasciava dondolare per i boschi e i valli attigui alla Locanda di Marta.

 

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Marta era una donna calma e sorridente l’aveva conosciuta già quando  suo nonno le aveva lasciato la locanda da amministrare; lo aiutava il marito e la figlia, immersi nei boschi di larice dell’Altopiano del Salto. La Lucertola dopo le sue passeggiate tornava alla Locanda di Marta e si distendeva a prendere l’ultimo raggio di sole sulla sua sedia a sdraio che avevano costruito per lei, con tela colorata a strisce rosse e gialle e verdi.

 

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Un giorno si trovò circondata dalla famiglia delle api che l’avvertiva della presenza di un estraneo che aveva trovato riparo dietro al fienile; tornado dal suo giro si trovò difronte un grande Coleottero. La Lucertola non si fece intimorire e lasciò che le Api volteggiassero come nuvole davanti alla testa del Coleottero, che lì a poco cambiò strada ed entrò nel bosco.

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La sera era ormai arrivata e il sole stava calando dietro al fienile, la gente entrava con calma e con sorrisi sul viso per andare a desinare nell’antica Stube della Locanda. Quello che avrebbe visto La Lucertola dal bordo della finestra, fu un piacere che vado qui a descrivere. Le portate dei cibi erano fumanti e colorate e tutto il calore del legno sulle pareti della stanza dava un senso di piacevolezza e cordialità; la Lucertola era con le sue zampe sul vetro e vedeva la gente felice e rilassata che parlava con la figlia di Marta che con grazia portava le pietanze.

 

Stube

 

I suoi occhi incominciarono a roteare quando arrivò un piatto che profumava di terra rossa, i Canederli ripieni alle rape rosse, conditi col burro e l’erba cipollina. Sembrava di aprire il cuore di una fragola e andarci dentro con le dita per poi sentire sul palato un sapore intenso e saporito di essenze di bosco. Poi arrivò alla fine delle portate, il dolce, che sembrava una fetta della vallata coperta di neve; era lo Strudel, fatto di frutta cotta e pinoli, imbevuto di pò dell’aroma del Rum.

 

Rape rosse

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La Lucertola era così contenta di aver fatto tanti amici nelle sue passeggiate di quel giorno, che decise che si sarebbe fermata ancora un po’ in quella fine estate ancora così calda, poi Marta le lasciava sempre fuori nel giardino la sua sdraio su cui riposare. chi sa cosa succederà nella prossima passeggiata che ci racconterà  la Lucertola, passando per la Locanda Locher a San Genesio.

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