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Danzatori o Duellanti ?

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C’era chi un giorno comprese che danzando poteva esprimere il suo corpo muoversi col sentire dello spirito, muovendosi i suoi arti giocavano con l’erba che sfiorava con le dita, i piedi

toccavano la terra che incontrava scorrendo il calore e il freddo o il pungente ghiaino, o la morbida torba del giardino e la sua schiena si torceva nell’avvolgere le braccia che incontrava nell’aria.

Il giorno che il suono accompagnava le sue danze incontrò improvvisamente qualcuno che era in un ricordo che galleggiava attorno alle sue acque.

 

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Danzatori o Duellanti
Paola Ricci©drawing

Prese quel veloce giro di sguardi e li trascrisse in un messaggio, attendendo che emettesse un suono. In quella sosta, non si seppe cosa lei pensò, ma il suo corpo si mosse in ascolto della musica che poteva arrivare. I messaggi incominciarono a parlare e le voci furono invitate al banchetto per ascoltare le parole.

Non c’erano passati o uomini a sentire, ma uno di loro si vide come un duellante che con il fioretto cingeva l’altro, con stupore squarciava l’aria.

Nella cacofonia del telefono che sovrapponeva le facce e le espressioni, cercavano di comprendere se i duellanti avessero riposto a terra le loro maschere, se lo sguardo non passasse attraverso i fori di una rete che faceva sudare i pensieri.

La danza accompagnò questi piccoli movimenti dove l’arma rimane rivolta al basso per vedere chi era di fronte a ciascuno. I movimenti dell’incontro erano invisibili e solo l’aria ne sentiva il peso e neanche il fruscio se ne poteva sentire; il suono del fioretto spostava i volteggi.

La sua danza si stava ampliando e la testa ruotava come una biglia illuminata dal sole riflettendo i colori di uno spettro cromatico infinito sulle pareti degli edifici.

 

alt="Paola Ricci"

Danzatori o Duellanti
Paola Ricci©drawing

 

I passanti incuriositi cosa vedevano?

La danza o i duellanti?

Forse solo le maschere appese ai fianchi che ondeggiano come manichini persi nelle vie di una città caotica frusciante di aria densa.

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