Arte, Biennale 2019
Leave a comment

CSÖRGŐ Attila (1965-) / Clock Work

alt="BiennaleArte2017"

Nato nel 1965 in Ungheria vive e lavora a Bialystok.

Artista che si muove tra la scienza, la scultura e l’istallazione come il lavoro, come una provocazione dinamica di esperienze visuali. Come il lavoro del 1991 intitolato Magnet Spring, fatto di vetro e magneti che tengono insieme lastre di vetro poste a distanza dai magneti e paralleli rispetto alla parete del muro tenuta da una corda.

Egli s’immerge in problematiche scientifiche di fisica e d’ingegneria, quasi perdendo la focalizzazione estetica o la sua costruzione artistica, perché essa sarà solo lo strumento per manifestare un intricato studio delle materie scientifiche.

 

alt="BiennaleArte2017"

CSÖRGŐ Attila, Clock work
Padiglione del Tempo e Dell’Infinito 57.Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA ,
Paola Ricci©Photo

 

Il regno della matematica e della geometria, insieme ai fenomeni della fisica quotidiana, offre un deposito di temi e idee per Csörgő. Il suo approccio scientifico fornisce un mezzo efficace essenziale per lui per mantenere una mente aperta sulla realtà senza un pizzico di soggettività. Nel loro aspetto esteriore, le costruzioni meccaniche di Csörgő, le sue strutture mobili che creano illusioni di fenomeni fisici che sfidano l’esperienza quotidiana, non trasmettono una qualità estetica. Non cerca di estetizzare le sue costruzioni meccaniche. L’elemento tecnico delle sue opere è consapevole e deliberatamente incidentale.

 

 

Artista ungherese Attila Csörgő è noto per le sue opere cinetiche di motori, magneti e altri materiali. Il suo lavoro Amore Platonico si occupa della metamorfosi dei corpi platonici che dimostra con una macchina complessa realizzata con elementi semplici; l’apparato trasforma un tetraedro, un cubo e un ottaedro in un dodecaedro e ritorna in un ciclo infinito. Questo video mostra la versione di questo lavoro presentato nel 2007 in occasione dell’apertura dello spazio espositivo della Galleria Gregor Podnar a Berlino.

 

alt="BiennaleArte2017"

CSÖRGŐ Attila, Clock work
Padiglione del Tempo e Dell’Infinito 57.Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA ,
Paola Ricci©Photo

 

La capacità di questo artista di fare confluire la scultura, la scienza in un “disegno” che segue labirinti mentali ben precisi che non vanno sempre spiegati ma vissuti nell’atmosfera che egli crea negli spazi a lui, resi disponibili, alla Biennale di Venezia 2017, VIVA ARTE VIVA si entra proprio in un’atmosfera metafisica che se non è affollata dall’avvento di tanta gente ti senti a istaurare un dialogo silenzioso tra la struttura che non appare come una scultura, ma come un “meccanismo” artistico dove le forme sono così fluide che la luce lo disegna e lo fa scomparire anche dalla situazione climatica che si presenta nella giornata. Tutto filtra tra un limite di luce e non luce , di toccare e non percepire quello che avverrà.

 

alt="BiennaleArte2017"

CSÖRGŐ Attila, Clock work
Padiglione del Tempo e Dell’Infinito 57.Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA ,
Paola Ricci©Photo

alt="BiennaleArte2017"

CSÖRGŐ Attila, Clock work
Padiglione del Tempo e Dell’Infinito 57.Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA ,
Paola Ricci©Photo

Sono macchine inutili?

Sono macchine che trasformano il pensiero scientifico?

La scienza è trasformazione nel momento che è citata ed enunciata l’artista da così forma al divenire e all’accadere del momento e non si potrà calcolare quando avverrà, ma prevedere è lo sguardo che lo spettatore si prepara a costruire nella sua mente.

Attila Csörgő è un artista inventore?

 

alt="BiennaleArte2017"

CSÖRGŐ Attila, Clock work
Padiglione del Tempo e Dell’Infinito 57.Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA ,
Paola Ricci©Photo

 

Si fa catturare dalla scienza per andare di là dalla materia manifestata, perché la ricerca è insita e pura come espirazione della creatività di un artista.

L’artista si trova presente nella sezione del Tempo e dell’Infinito che sembra già di se una relazione di contrapposizione letteraria, dove uno può escludere l’altro o contenere i misteri che l’altro non può descrivere. Siamo soggetti che non rimbalziamo come particelle in uno spazio gravitazionale e se questo non esistesse, fluttueremmo come corpi galleggianti; in questa ipotetica e impossibile condizione l’arte compie quell’arduo desiderio di manifestare l’estetica della conoscenza scientifica.

#BiennaleArte2017 #VivaArteViva

 

alt="BiennaleArte2017"

CSÖRGŐ Attila, Clock work
Padiglione del Tempo e Dell’Infinito 57.Esposizione Internazionale VIVA ARTE VIVA ,
Paola Ricci©Photo

 

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *