Arte di scrivere, Scrittura
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Come incrociare gli sguardi

Spiavi i passanti che ti sfioravano appena,

toccando i lembi delle braccia

ricadendo come petali separati dal ….cuore carnoso del loro stelo;

spiavi i lembi della sua schiena possentemente calda,

giocando coi passi che dondolavano

sul marciapiede scosceso correndo per stargli dietro.

Senza sospirare troppo lo cingevi lo sguardo timoroso,

della scoperta del cadere addosso volevi al suo essere muto

come il sapore di pane caldo sfornato, tiravi per le cosce sul letto morbido.

Affondavano nel lungo timore di non sentirti amata

fino a quando la luce bianca dei nostri occhi rincontra,

per perdere la noia gli infiniti stupori

di morbida mollica che affonda il dito tremolante e solo.

Spiare e osservare, scrutare l’altro per penetrare nel fondo del suo cuore, si dice che la forte osservazione dell’atro può essere talmente imbarazzante che l’atro si senta spogliato letteralmente, di quella “facciata” che ci poniamo per proteggerci per no rimanere privi di “pelle” esposti a qualsiasi  intromissione dentro di noi tale che non possiamo negare l’opposto che convive.

Come incrociare gli sguardi

Paola Ricci © Photo

Ci sono alcune parti del corpo che sono particolarmente adatte all’osservazione e il viso ne racchiude molte di esse; il movimento degli occhi e delle ciglia, l’incrinatura della bocca.

Quando l’osservazione diventa eccessiva diventa anche una conseguenza del distacco, l’impossibilità di fare perdurare per un tempo troppo intenso quell’incrociare degli occhi. Allora uno dei due “scappa” perché l’altro ha “frugato” troppo nell’altro. La fuga per allontanarsi per trovare il modo di calmare lo sguardo. Allora occorre che la mente  e il corpo possano fare, degli incrociare gli sguardi, una capacità evocativa che si avvicini alla contemplazione; lo sguardo non si incrocia solo con qualcosa che si pone  in una passeggiata, ma con la contemplazione del mondo attorno per  far vedere anche  agli incontri incongrui e casuali.

 

Come incrociare gli sguardi

Paola Ricci © Photo

 

«Lei non crederà assolutamente possibile che in una placida passeggiata del genere io m’imbatta in giganti, abbia l’onore d’incontrare professori, visiti di passata librai e funzionari di banca, discorra con cantanti e con attrici, pranzi con signore intellettuali, vada per boschi, imposti lettere pericolose e mi azzuffi fieramente con sarti perfidi e ironici. Eppure ciò può avvenire, e io credo che in realtà sia avvenuto». Robert Walser

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