All posts filed under: Viaggi

Io farò dei viaggi gli spostamenti sulla terra ma anche sulla dimensione dei sensi perché stare in movimento ci porta a superare quei stereotipi che appesantiscono la mente e la conoscenza rendendoci liberi nel “gustare” la vita.
“ Quando finisce l’infanzia (…) si entra nella società … uno a uno si chiudono i recettori sensoriali… non impariamo quasi più niente, usiamo solo la ragione e la parola (..) “Bruno Munari.
“L’educazione dei sensi consente di superare l’ovvietà del mondo, per guardare, con l’immaginazione e con l’arte, oltre quella che gli psicoanalisti chiamano la “linea di confine” (borderline) della normalità. La civiltà occidentale, in quanto civiltà della “teoria”, cioè della visione, ha privilegiato la vista e l’udito, sviluppando la matematica e la musica, ma ha trascurato, diversamente dalle civiltà orientali, l’olfatto, il gusto e il tatto: a partire dal secolo XVIII la nostra civiltà è stata infatti privata dei suoi odori; solo con Proust, con Baudelaire e con l’arte del Novecento i sapori e gli odori sono stati rivalutati come veicoli della memoria. La passione non è una perturbazione della mente o un ostacolo per la conoscenza; esiste anche una passione per il conoscere”. Bodei

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Barcellona / Masticando la pasta delle bolle

Masticando la pasta delle bolle. Agnese era uscita di casa così di fretta che i suoi piedi erano nudi e il prato della casa di campgna del suo nonno era posto a Oriente in modo che il sole potesse attrversare gli alberi di melo e blandire con dolcezza sulle pareti del casale. Agnese era convinta che se la pelle del suo corpo poteva sentire le superfici degli altri oggetti e della natura in modo particolare allora lei si

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Polignano a Mare / Les années de pèlerinage

L’aquilone. Il ritornare a se. Andrea e Giulia erano tornati da alcuni giorni a casa, e non avevano ancora dimenticato neanche uno dei loro momenti passati insieme in quella vacanza. Riuscivano a rivivere vedendoli quei giorni trascorsi nei diversi luoghi che avevano incontrato in quel viaggio breve, ma infinitamente lungo come l’eco di un suono che rimbalzava sulle pareti delle montagne.