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Io farò dei viaggi gli spostamenti sulla terra ma anche sulla dimensione dei sensi perché stare in movimento ci porta a superare quei stereotipi che appesantiscono la mente e la conoscenza rendendoci liberi nel “gustare” la vita.
“ Quando finisce l’infanzia (…) si entra nella società … uno a uno si chiudono i recettori sensoriali… non impariamo quasi più niente, usiamo solo la ragione e la parola (..) “Bruno Munari.
“L’educazione dei sensi consente di superare l’ovvietà del mondo, per guardare, con l’immaginazione e con l’arte, oltre quella che gli psicoanalisti chiamano la “linea di confine” (borderline) della normalità. La civiltà occidentale, in quanto civiltà della “teoria”, cioè della visione, ha privilegiato la vista e l’udito, sviluppando la matematica e la musica, ma ha trascurato, diversamente dalle civiltà orientali, l’olfatto, il gusto e il tatto: a partire dal secolo XVIII la nostra civiltà è stata infatti privata dei suoi odori; solo con Proust, con Baudelaire e con l’arte del Novecento i sapori e gli odori sono stati rivalutati come veicoli della memoria. La passione non è una perturbazione della mente o un ostacolo per la conoscenza; esiste anche una passione per il conoscere”. Bodei

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Le montagne russe/ In una vorticosa passione si specchiò.

Schiumava il mare disteso sulla spiaggia come un lenzuolo di pizzo, si ritraeva l’onda lasciando che la distesa di schiuma ricoprisse la sabbia come una  rete di sale che si deformava con la sua ricaduta nell’oceano. Selba immergeva i piedi scalzi nell’acqua vaporosa di bianca schiuma e con le braccia leggermente aperte invogliava la sua gonna di voile ad innalzarsi con loro.

alt="Alhambra"

Spagna/Poesia di stili diversi

Ritrarre una terra e un luogo è opera di mille implicazioni stilistiche, anche solo un solo suono può descrivere una terra lontana come la musica che aleggia sui profili di terra, di palazzi e di onde che infrangono sulle scogliere da cui si può scorgere quell’infinito pensiero che alimenta la vita, il viaggio oltre ogni confine.

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Le calze di nylon. La miniera

Giacinto aveva una lavanderia che gli aveva lasciato suo padre, si trovava nel sottoscala della sua abitazione. D’estate era fresca e d’inverno si riscaldava col vapore dei ferri da stiro. Giacinto  lavorava molto, e gli restava il tempo di osservare il mondo solo attraverso le tre finestre, una dietro l’altra, che si trovavano a livello del marciapiede.

alt="Barcellona"

Barcellona / Masticando la pasta delle bolle

Masticando la pasta delle bolle. Agnese era uscita di casa così di fretta che i suoi piedi erano nudi e il prato della casa di campgna del suo nonno era posto a Oriente in modo che il sole potesse attrversare gli alberi di melo e blandire con dolcezza sulle pareti del casale. Agnese era convinta che se la pelle del suo corpo poteva sentire le superfici degli altri oggetti e della natura in modo particolare allora lei si