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Ora vi racconto una storia….. poi le parole giocano a scoprire altre parole. Le parole possono giocare con le immagini e scoprire che le similitudini aprono un mondo di metafore che si creano davanti agli occhi, come infiniti ponti che collegano la botanica con la geometria, la storia con la musica e altro ancora; come se le separazioni tra le diverse conoscenze non esistesse e si possa entrare in diverse stanze di un grande albergo lungo il mare, in cui le pareti sono addobbate di parole e immagini. Aprire le finestre di tali stanze è come vedere paesaggi dove il mare scorre tra le montagne o il cielo stellato è attraversato da un fiume pieno di pesci innamorati.

alt="Explora"

1.2 La casa della pelle

“La pelle dell’albero”, laboratorio didattico presso il Museo “Explora” di Roma, del 2001. L’esperienza laboratoriale si è sviluppata in estate 2001, nel Museo Explora di Roma, in una settimana di luglio i bambini erano presenti dalla mattina fino al primo pomeriggio con una pausa pranzo. Gli obbiettivi, di questa esperienza, erano di permettere al bambino di contattare la sua parte emotiva, del suo corpo, del movimento, della sua pelle con altre pelli di oggetti

alt="Paola Ricci"

1.1 La casa della pelle

Quando il bambino nasce, la sua pelle tocca la pelle della madre. La pelle ricopre tutto il corpo e separa e protegge l’interno con l’esterno. Questo progetto, lo studio e la realizzazione di laboratori didattici di arte, sono svolti per i bambini di età della scuola materna al Museo dei bambini a Roma e per i bambini della scuola elementare. Il bambino ritrova la sua tenerezza e il liberi movimenti attraverso il gioco e il divertimento, e sentire attivo il contatto della sua pelle col mondo esterno. La Pelle, Il Corpo, I Sensi, La Grazia.

alt="Vienna"

Vienna / La passeggiata al Castello Belvedere

Quando si compie la passeggiata in qualunque luogo che si desidera compiere il passo è quello che determina la vista del luogo. Si scandisce l’angolazione di dove si poggia lo sguardo come un cono invisibile si mette a fuoco quel punto e il susseguirsi dei passi si dividono sulle diverse distanze che separano il corpo dal nuovo sguardo che si poggia sulla prossima scena.