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Nasce da una scoperta certa , che nei bambini il leggere le parole e scoprirle nei testi della poesia, della prosa, del racconto e dei romanzi è come viaggiare in treni che attraversano paesaggi imprevedibili, dove le parole “giocano” riflettendosi in immagini e i disegni si colorano e formano nel pensiero della parola. I mondi immaginati con quelli visti si rincorrono come nella rima si rincorre il suono dell’allitterazione, la metafora prende forma come in una nuvola sembra di vedere una montagna innevato nel cielo; oppure a bordo del cesto nel prato ci sentiremo come una caravella che ondeggia tra l’erba. Il bambino e l’insegnante vengono accompagnati nel loro giocare, narrandogli la poesia e l’arte, e loro diventano fonte della storia stessa attraverso il ricordo e il sentire emotivo.

Il mio letto è una nave / III

Parte finale dell’articolo pubblicato sulla rivista “Infanzia” novembre-dicembre 2014 dell’Università di Bologna. La forma è adattata a quel significato scelto dall’artista, quindi bisogna conoscere il contenuto prima della forma. In questo caso il contenuto racchiude il modo in cui funziona l’oggetto. Così quando il bambino disegna ci chiede la nostra conferma al suo schema che sta utilizzando, se questo non avviene, egli ricalca l’oggetto riformulando la domanda. Questo significa che al bambino non interessa l’assunzione della convenzione ma un processo per lui di assimilazione. Ci chiede principalmente di poterlo praticare. L’educatore, nel preparare il bambino a disegnare, deve praticare il processo del pensiero attivo alla volontà del disegno; deve compiersi una formazione intrinseca della volontà della mano e del corpo nel compiere la fisicità del gesto del segno; collegare tutti i movimenti possibili della mano o anche altre parti del corpo al nostro emotivo mentale. La mano è una parte del nostro corpo che compie infinite operazioni, ma anche i piedi potrebbero compiere questa volontà del segno, come altre parti del corpo. Questa fisicità va …

Il mio letto è una nave / II

Nel DISEGNO si scopre ciò che la PAROLA trasporta.  Henry Wallon nell’Origine del pensiero nel bambino dice che il pensiero si forma per coppie: (…) “la mente nasce nella lotta non nella quiete. L’idea di “molle” non si forma prima, o dopo l’idea di “duro”, ma contemporaneamente, in uno scontro che è di prolificazione. L’elemento fondamentale del pensiero è questa struttura binaria, non i singoli elementi che la compongono. La coppia, il paio sono anteriori all’elemento isolato ”.(3) Analizzando lo sviluppo del pensiero attraverso la struttura binaria, essa può provocare nel bambino la creazione di una mente totalizzante, in cui le cose sono o belle o brutte, giuste o ingiuste? Questo permetterebbe poi di crearsi anche una struttura di pensiero fuori da schemi e ruoli prefabbricati? Gianni Rodari, quando parla di binomi fantastici, dice che occorre porre una certa distanza tra le due parole, perché solo la distanza può creare un insieme fantastico. Nel binomio fantastico le parole sono presenti nel loro significato quotidiano, ma liberate dalle catene verbali di cui fanno parte, quotidianamente, per …