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Carlos Zerpabzueta / Codici

I codici di Carlos  sono ” informazioni” che si proiettano nell’aria o nello spazio ?

Sono codici Morse o trascrizioni di lettere e parole nell’etere?

Sono codici segreti di cui non si vuole dare una chiave di lettura ?

 

Questi “codici” sono metafore dell’informazione che non vogliono essere svelati anzi, è l’essere indecifrabile che sottende il lavoro di Carlos Zerpabzueta; si rimane su un confine dove  l’osservazione dello spettatore depone se entrare nel “codice”, rimanendo catturato dalla cromia, o se, standone fuori, vivere lo stato di “non decifrazione” estetica. In entrambe i casi l’essere umano si pone in una dimensione solipsistica; ogni azione che si esplica all’esterno va ricondotta all’interesse personale del proprio unico io, “io sono io esisto” di Cartesio,  stare nella certezza di una posizione di conoscenza.

 

Eduardo Chacon ©Photo

Carlos Zerpabzueta ©, Eduardo Chacon© Photo

 

Ma il lavoro di Carlos non è solo pura costruzione mentale  di una dimensione appagata e confermata dal suo “fare” l’opera. Egli varca quelle linee trasparenti che ogni spazio vuoto racchiude, nel  mistero di essere il contenitore di qualcosa in movimento sempre e comunque.

Le informazioni portano alla realizzazione dell’immagine, ma frammentate, dove un frammento si “rivolge” ad un altro frammento diverso, ma frammentario anch’esso, per realizzare un unicum irripetibile, determinato da circostanze imprevedibili.

 

Carlos Zerpabzueta ©

Carlos Zerpabzueta ©

 

Sono scatole magiche che catturano lo spazio, tra separazioni, passaggi di elementi e frammentari passaggi di segni colorati o superfici colorate. L’occhio dell’osservatore si avvicina fino a che il proprio naso sfiori la superficie trasparente, tutto per cogliere il “mistero” di più piani che convivono tra loro. La trasparenza è il “medium” che permette agli elementi di fluttuare nello spazio, non è il colore il “medium” fondamentale del lavoro di Carlos Zerpabzueta, anche se i quattro colori sembrano  la somma del codice principale da decifrare.

Carlos lavora sulle piccole e grandi dimensioni senza abbandonare mai la minuzia del dettaglio del lavoro preciso quasi matematico che compiono le sue mano con i materiali prescelti.

Poi il codice  arriva anche a diventare un segno privo dei quattro colori (CMYK) , essi svaniscono e allora si azzera l’informazione ? Non riusciamo più a valicare spazi multipli ?

Quello che avviene nella ricerca di Carlos è un superamento del codice per renderlo non più metafora, ma segno, traccia  per andare a scegliere dove muoversi nell’opera; percorrere la traccia attraverso l’osservazione e il percorso  si può ripetere  con mille variabili diverse, senza indicazioni, senza apparenti volumetrie, ma  concrete “scelte” di percorso. L’osservatore è totalmente catturato nel bianco che si dipana nella linea ed entra ed esce liberamente, come se fosse li a disegnare con l’artefice dell’opera, con l’artista.

 

Carlos Zerpabzueta ©

Carlos Zerpabzueta ©

Carlos Zerpabzueta ©

Carlos Zerpabzueta ©

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