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Blu oltremare / Oltre l’atmosfera

Da dove nasce il colore?

E’ l’occhio che lo crea?

Di che materia è composto? 

Lontano dallo spazio la Terra è avvolta da un alone blu, la “materia” della luce del blu è la più diffusa dai gas presenti nell’atmosfera; le maggiori distanze permettono all’uomo di capovolgere le certezze di cosa costituisce il colore nella quotidianità.

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Blu oltremare

Il nome “blu oltremare” sembra che sia originario da un luogo non definito, dove  superato il mare appare una nuova terra, oppure dall’acqua profonda degli oceani. I lapislazzuli erano estratti in Oriente, e dai porti vicini di Siria, Palestina, Egitto  partivano per raggiungere l’Europa.

In epoca medievale i territori guardavano all’Oriente come la terra, dove erano presenti quelle preziosità, che sconosciute rimandavano all’immaginario dei viaggiatori.

Tornando indietro dall’atmosfera sulla Terra, quell’alone blu  che la circonda, si distende nei diversi cieli.  Il viaggiatore ignoto che viene dal passato percorre le terre fino ai giorni nostri e quello che muta non è il blu, ma quello che appare attorno; è la storia dello spazio dove i governi si sono susseguiti anche nella storica Anversa.

 

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Anversa
Paola Ricci©Photo

Già nel secolo VI e VII questo pigmento era usato per dipingere i templi afghani vicino ai giacimenti di lapislazzuli. Le documentazioni poi si susseguono nei dipinti cinesi del X e XI secolo e in India nei dipinti murali del XII e XVII secolo.

Il colore si muoveva per terre e continenti lontani, dove non c’era confine, la tinta diventava l’ispirazione delle manifestazioni narrative su muri e su tessuti.  Il libro  divulgava lo spazio dei manoscritti anglosassoni e normanni che dopo il 1100 faceva viaggiare i popoli curiosi.

 

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Herat Mosque

Il cielo muta, ma non è confuso dalle nuvole,  diventa un infinito blu che si mescola con gli intarsi esterni dei muri di arene storiche nella Spagna a Barcellona. La forme ad uovo si staglia nel cielo ed è il richiamo per il popolo che va a vedere la battaglia tra il toro e l’uomo. Allora il sangue si spargerà sulla terra ma il cielo sarà sempre il mistico disappunto del conflitto.

 

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Barcellona
Paola Ricci©Photo

La materia del minerale era finemente macinata a mano e mescolato con cera fusa, aggiungendo resine ed oli per rendere cremosa la polvere. Poi con procedimenti antichi con soluzioni si separava, le particelle blu dalle impurità e veniva ripetuto più volte.

La capacità di resiste nel tempo e alla luce permise di utilizzarlo negli affreschi a secco perché gli acidi potevano facilmente scolorire nel tempo il colore; era applicato con dei leganti sull’intonaco asciutto come negli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

 

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Giotto, Cappella degli Scrovegni

La variazione cromatica di quella volta racchiude  un gioiello nello spazio ristretto, ma tutto ciò ti innalza e  ti sospende fino a toccare col dito quel cielo per ritrovarti in un altro luogo, nel sud dell’Italia dove sembra che sia arrivata una tempesta. L’immagine del profilo della montagna   circondata da angeli, diventa l’apertura della piazza della Cattedrale di Bitonto, consacrando la purezza  all’arte  attraverso le terre del caldo antico romanico.

 

Bitonto
Paola Ricci©Photo

Vi è poi un colore che è ricavato da una pianta, “Indigofera tinctoria” che è Indigo e che è una variante del blu oltremare. Utilizzata in antichità per tingere i tessuti, già gli Egizi ne facevano uso nel lontano 2000 A.C., l’Indigofera non contiene direttamente il pigmento, motivo per cui deve essere ricavato per mezzo di un lungo e complesso procedimento.

 

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Fattoria di Indigo in Bengala, del XIX secolo

Leila aveva delicatamente steso le foglie e i fusti della pianta al sole nella radura a ridosso della foresta nel Bengala vicino al fiume; si sarebbero ossidate e pronte alla fermentazione per poi passare alle fasi successive per depositare la polvere intensa di indaco. Lei lasciava che quella polvere le ricordasse le pitture che aveva scoperto viaggiando per la metà della sua vita per il mondo. Le bastava fermarsi in una terra così vergine e lontana dalla sua amata Danimarca per ricordarle che a volte  quei cieli forti di blu oltremare li aveva visti anche lì e poteva partire dalle fumose nebbie invernali.

 

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Danimarca
Paola Ricci©Photo

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