Architettura & Design, Biennale 2019
Leave a comment

Austria/ Thoughts Form Matter, Biennale Architettura 2018

alt="BiennaleArchitettura2018"

Se uno vuole entrare in uno spazio per trovare la “dimensione” dello spazio, allora attraversi con passi silenziosi e con lentezza il Padiglione dell’Austria alla Biennale di Architettura 2018  troverà tre posizioni diverse,  e forse ne scoprirà una quarta che è quella intima all’interno del proprio corpo.

Thoughts Form Matter è un progetto del curatore Verena Konrad e il lavoro di Henke Schreieck, LAAC, Sagmeister & Walsh.

Henke Schreieck, LAAC, Sagmeister & Walsh interpretano il tema FREESPACE, di questa Biennale Architettura 2018, come una “catarsi” spirituale di quello che significa stare in uno spazio. Dimenticarsi la dimensione dello spazio è un’azione che si compie quotidianamente dal momento che ci si alza da un letto della propria dimora; tutto appare scontato nel compiere passi e aprire le finestre delle proprie stanze invece ogni giorno la luce e l’aria e che entra e che esce dalla propria casa è diversa è imprevedibilmente modificabile. Dinamico e complesso è lo spazio che superiamo e attraversiamo ogni giorno e in questa “variabilità” tutto è “ascoltabile” come avviene nel Padiglione dell’Austria.

 

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

“Tre installazioni spaziali, che penetrano in parte l’una nell’altra, concretizzando e visualizzando concetti quali “deviazione”, “atmosfera” e “bellezza”. Thoughts Form Matter è un appello a riconoscere il potere dell’architettura in quanto indagine intellettuale e alla libertà di creare spazi liberati da vincoli funzionali ed economici.” Biennale Architettura 2018

Quello di non prevedere uno spazio spirituale nei campi che si attraversano rende il movimento del corpo uno spostamento quasi meccanico avulso da quello che realmente è circondato. Snaturare il corpo è quello che avviene ormai come prassi sociale, togliendo quella possibilità di ascoltare e ascoltarsi rendendo l’uomo secco e svuotato.

 

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

Il lavoro degli architetti Henke Schreieck, insieme a LAAC, che svolge ricerche e studi nell’ambito architettonico internazionale interfacciando con l’arte e la società con sede a Innsbruck, e con Sagmeister & Walsh design di NY hanno realizzato le stanze in cui la materia è pensiero per il corpo contemporaneamente. La funzionalità non è quindi un bene supremo, si può considerare altro che anche se appare contraddittorio è pur sempre “vivo”.

Henke Schreieck immergono nelle due sale che si presentano dall’entrata principale del Padiglione, in una dimensione speculare “sensoriale”; il passo ascoltato e il fruscio della carta attraversato. Il tatto, l’acustico spostamento , il movimento rallentato , la visione frammezzata, sono tutte cose che gettano le basi per una esperienza complessa dello spazio. In uno spazio centrale è costituito da un lucernario allungato che si trova rispettivamente al centro delle due sale espositive centrali. La sala “occidentale” è dedicata a una struttura lignea di rovere massiccio che sembra un’impalcatura al primo momento, poi percorrendola appare come un continuum tra percorso ed elevazione sui diversi piani.

 

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

Oltrepassando il ponte si accede alla sala “orientale” immergendosi in un’atmosfera totalmente diversa. Le pareti sono fatte di carta che incorniciano il lucernario. Lo spazio è stato concepito da Anna Rubin, costruttrice di aquiloni che vive in Carinzia. La carta si muove e si tocca come in una danza di “solitudine” che però emette il suono dello spirito.

 

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

 

Sagmeister & Walsh si dedicano al rapporto tra bellezza e finzione, provocatoriamente formulano la tesi “beauty=function” senza stabile un sistema di regole. Si tratta di colpire il soggetto, di attivare un sensorio del piacere di guardare e sentire, di una corporalità nello spazio che può anche essere immaginata. Il loro lavoro nel progetto generale di “Thoughts Form Matter” è una proiezione tattile virtuale in cui la trasformazione avviene mentre lo spettatore è in un’ambiente oscurato e silenzioso e lo sguardo rivolto al soffitto in una dimensione fluida.

 

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

LAAC , “occupa” quello che definirei il vuoto del pieno, e cioè il giardino retrostante all’edificio rigidamente simmetrico. Lo interpreta questo spazio come una “deviazione” realizzando una scenografia poetica che “sobbalza” le dimensioni in giochi in cui la luce che cambia, trasforma tutto come un guardare senza regole. Il muro con la sua forma ad arco viene percepito come un segmento di una sfera, decentralizzando tutto ciò che si muove all’interno di tale spazio. Incurva, deforma, trasla e rende possibile un salto in scala, uscire fuori pur stando all’interno; lo specchio devia quello che il corpo assume nello spazio.

Quello che riassume è che la pioggia, la luce e il vento, tutti eventi atmosferici imprevedibili, possono spostarti nello spazio anche se vuoi rimanere ancorato al tuo guardare sempre uguale.

#BiennaleArchitettura2018 #Freespace

alt="BiennaleArchitettura2018"

Austria Thoughts Form Matter,
Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, FREESPACE
Paola Ricci©Photo

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *