Archeologia dell’Ingrediente, Cibo
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Ananas / Il cuore giallo

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Se il cuore non fosse sempre rosso che colore avrebbe  il gusto nuovo della vita ?

Il nome ananas, potrebbe derivare invece, non tanto dall’originaria etimologia, ma da due parole arabe “ain-anas”, ossia “occhio umano” per via della forma delle scaglie che si presentano sulla buccia. Ancora oggi non si sa bene a chi spetti la paternità del nome.

 

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La superficie esterna è ricoperta di sfaccettature racchiuse tra loro, come una pelle di vetrate d’ambra antica, dove traspare la purezza della luce trattenendo il sapore dello spazio.

Il tempo perché maturi questo frutto, è lungo più di un anno e l’attesa ha il compito di protegge il centro del cuore giallo che brillerà una volta aperto.

 

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Ananas
Paola Ricci©Photo

Il cuore giallo, una volta aperto, rilascia il fresco gustoso sapore nel palato, mentre l’esterno è una scorza dura il cui colore comprende il grado di maturazione del frutto. L’ananas si adatta bene ai terreni misti di sabbia e terra e le alte temperature sono le atmosfere in cui cresce.

Cristoforo Colombo scoprì questo frutto nei suoi viaggi (1493) e da qui arriva un’altra paternità del nome; gli indios lo chiamavano “anana” ovvero profumo. Nel nostro continente si diffuse nel XVII in Inghilterra, ma non fu un frutto molto apprezzato.

 

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Ananas
Paola Ricci©Photo

I viaggiatori usavano la simbologia dell’ananas, da apporre fuori dalle case, per indicare che erano tornati sani dai lunghi viaggi e da li che questo simbolo abbelliva le facciate dei palazzi nobiliari, a crescere negli intarsi dei mobili e nelle cancellate dei giardini.

Il caso emblematico della villa Dunmore Pineapple in Scozia, è un esempio singolare ed affascinante. Realizzata nel 1761 da parte del Duca di Dunmore per la moglie Susan; l’edificio si trova all’interno dell’oasi naturalistica Dunmore Park, a poca distanza dal villaggio di Airth.

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Dunmore Pineapple

Bastava alzare gli occhi verso l’apice della porta principale che si ergeva dal muro di cinta, lungo tutto il parco per poter capire che quella notte, solo le stelle con la luna erano la luce che indicava il sentiero. Il cielo si era aperto dopo il breve temporale del pomeriggio e Matilde stava rientrando dopo l’ultima cavalcata di quel giorno.

La porta immensa la sovrastava e d’intarsi di luce si riflettevano sulla cupola strana che era stata costruita nel lontano tempo dell’amore. Il nonno le disse che il frutto rappresentato era diventato un punto di sguardo per indicare il confine tra l’amore protetto e il sapore del viaggiatore che ritornava a casa.

 

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Ananas
Paola Ricci©Photo

Matilde aveva lasciato fuori dalle mura quel sogno di viaggi lontani che da li a poco avrebbe intrapreso e quello che racchiudeva al di la del muro era il suo cuore curioso di sapori e profumi nuovi, come il nonno diceva “nulla si può creare nel cuore se non ne dipingi un colore e un sapore personale” e lei aveva scelto il giallo perché la freschezza di quel frutto le apparteneva per poter lasciarsi il muro alle spalle e viaggiare verso le altre terre.

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