Cibo, Ricetta dello Chef
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Albicocca / la morbidezza vellutata

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Il frutto appartiene alla stessa famiglia e genere di frutti quali la ciliegia, la pesca e la prugna.

La pianta è originaria della Cina nordorientale vicino alla Russia. La sua presenza data più di 5000 anni di storia. Poi si estese in Asia centrale fino ad arrivare in Armenia, dove venne scoperta da Alessandro Magno. La conoscenza di questa pianta fu consolidata dagli arabi e infatti la parola deriva dall’arabo al-barqūq

Esistono diverse varietà e in questo periodo abbiamo la specie Pindos, varietà precoce.

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Francobollo dell’Armenia

Una leggenda racconta che in origine era solo una pianta ornamentale con bei fiori bianchi; quando l’Armenia venne invasa dai nemici fu ordinato di abbatter tutti gli alberi che non producevano frutto per ottenerne legname e questo sarebbe stato anche il destino dell’albicocco se una fanciulla non avesse pianto sotto la sua chioma per tutta la notte; al mattino sull’albero erano cresciuti dei frutti dorati: le albicocche appunto.

 

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Fiore dell’albero dell’albicocca

Le leggende sono proprio il condimento perché la mente possa immaginare qualsiasi nuova avventura anche nella preparazione di una ricetta che non è mai stata fatta che non è mai stata assaggiata e che tutto inizia con un colore oppure per un sapore che si unito per caso ad un gusto distante impossibile da immaginare.

 

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Albicocca Paola Ricci©Photo

Le albicocche con loro gusto dolce e asprigno sono in bilico tra incontrare sapori dolci come il miele e il latte di mandorla per poi passare delicatamente attraverso un gusto leggermente più pastoso e amaro ma intenso come la polvere di cacao e finire di incontrare il piccante e il pizzicante dello zenzero.

I colori di questi ingredienti sono un declinazione del giallo con il rosso e un pizzico di blu per dare colore a una terra intensa come quella della polvere di cacao.

 

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Cacao e Zenzero , Paola Ricci©Photo

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Cacao Zenzero e Miele, Paola Ricci©Photo

I gesti sono semplici quasi rallentati in un inizio di giornata per il risveglio; aprendo con delicatezza l’albicocca che come u foglio di carta si gira dall’altra parte per far vedere l’incavo dove il seme viene tolto e lasciato come coppa contenente il nuovo sapore che arriverà. Dall’altra parte le polveri di cacao con quello di zenzero si mescolano come terre di paesi accaldati e soleggiati e poi scivola denso e brillate come trasparente cremosità il miele che mescolato con gocce di latte di mandorla rende la salsa leggera e liquida come bevanda profumata. Scivolata nelle due coppe che appaiono all’interno del frutto di albicocca sono il ripieno di contrasto di colori di sapori che delicatamente scivolano nella gola lasciando un sapore prolungato dove il risveglio è ancora delicato in una giornata di fine primavera.

 

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Albicocca con salsa Paola Ricci©Photo

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"lasciate nel sole questo brillare di stelle, come libere parole donate la luce, accompagnatele dove loro vogliono andare / let the dazzling stars shine, like words, to accompany them wherever they choose to go"

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