Lasciate fiorire i carciofi
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Alba / Octavio Paz

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“Avete sentito, con poche parole possiamo dire tanto” disse la maestra dopo aver letto questa poesia in classe.

Alba

Sopra

la sabbia

scritture di uccelli:

memorie del vento.

Octavio Paz

Era quello che voleva spiegare quella mattina ai suoi allievi: “La quantità non significa sempre valore di grandezza e l’intensità delle parole può essere data dalla capacità di sentire una cosa e cercarne i termini che raggiungono questo potere evocativo”.

“Ma maestra perché ha specificato ‘sopra’ la sabbia? Trovo un po’difficile pensare a qualcosa sotto se prima non ho scavato io stesso la buca e so cosa ci ho messo sotto”.

“Domanda interessante. Questa preposizione indica una posizione più elevata rispetto a qualcosa e fa intendere l’‘appoggio’ disse la maestra per far capire come quella distesa di sabbia poteva trasformarsi per magia in un foglio dove scrivere. Solo perché era stata usata la preposizione “sopra” in riferimento alla scrittura nella sua accezione d’appoggiarsi.

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Segni inventati uguali (pseudo lettere) in sequenze variate su uno spazio non delimitato e disegnato da Marta a 5 anni.

“Allora bambini provate solo a fare liberamente dei segni che possono sembrare delle scritture non ancora chiare su un foglio completamente bianco e poi a farli più ravvicinati e circondati da un contorno anche di colore diverso. Noterete come vi darà il senso di segni appoggiati perché hanno uno spazio chiuso che li contiene” continuava a raccontare la maestra.

“Ma veramente lei pensa che gli uccelli sanno scrivere?” chiese una bambina raccogliendo con coraggio la domanda che tutti quelli della classe volevano fare.

“Bambini! È fantastico pensare questo. Le impronte delle zampe dei diversi uccelli lasciano segni sulla sabbia e al poeta forse sono venute in mente le scritture cuneiformi dell’origine dell’alfabeto” la maestra incominciò a spiegare sempre con maggiore entusiasmo.

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Trascrizione di una tavoletta con abecedario cuneiforme di Ugarit.

“Se le andiamo a vedere qualche somiglianza la possiamo trovare con le impronte degli uccelli. Questa scrittura era fatta usando uno stilo su tavolette d’argilla che in seguito erano essiccate o cotte al forno”. Dicendo questo la maestra trova meraviglioso paragonare dei segni naturali e casuali come le impronte che gli uccelli mettono una in fila all’altra con quelli dell’ortografia. 

“Vedete che scrivendo compiamo dei movimenti con la mano con diversa pressione e le lettere le possiamo vedere anche come segni isolati come puro disegno” la maestra tirò fuori dalla sua borsa alcuni libri.

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Gli stessi segni di un colore, ma delimitati da un confine di colore diverso.

“A questo proposito vi voglio far vedere i lavori di un artista, Bruno Munari, intitolati ‘Simultaneità degli opposti’ che partivano da una ricerca sui segni e il calligrafismo giapponese. Dove si pone molta importanza a com’è tracciato un segno. Il segno comunica l’energia con cui è stato tracciato o la mancanza d’energia e comunica anche attraverso il colore, la materia e la texture e per questo li chiamò simultaneità degli opposti. Anche un altro artista americano, di nome Pollock, incominciò a dipingere perché era rimasto affascinato dal grafitismo in questo caso messicano e le pitture su sabbia degli indiani Navajo. Erano fatte per durare un solo giorno come queste tracce che il vento porta via”. I bambini erano incantati nel sentire queste cose. Noi, bambini, possiamo fare qualcos’altro che prende spunto da questo. Prima avevamo visto uno stilo che incideva, allora noi prendiamo i colori a cera e prepariamo un fondo colorato fatto con diverse cromie, rosso, giallo, azzurro e poi lo ricopriamo di colore a tempera denso e scuro e prima che si asciughi con una punta, come uno stuzzicadenti, incominciamo a disegnare e allora emergerà come una traccia, il colore a cera che sta sotto.

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Disegno di Marta fatto graffiando strati di colori a cera diversi in punti diversi del foglio.

L’altra idea mi viene da Pollock, un pittore informale che sgocciolava e spruzzava il colore sulle sue tele. Se noi prepariamo del colore a tempera molto liquido e lo spruzziamo sulla carta con lo spruzzatore per stirare della mamma o lo facciamo sgocciolare dai vasi bucati sul fondo otteniamo delle tracce. Oppure una volta con dell’acqua colorata l’ho versata sulla carta e ho preso un asciugacapelli e l’aria spingeva il colore dove volevo e mi sembrava lo stesso che tracciare dei segni come un fiume sospinto dall’aria. 

“Vedete bambini che si può pitturare anche coll’asciugacapelli”.

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Mescolo l’acqua colorata sopra la carta e l’aria dell’asciugacapelli la spinge in giro, lasciando tracce di colore.

 

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