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Alaska, Augustine

Tutto sembrava separato dalla terra, tutto sollevato tra le nuvole del cielo che cercava di riconoscere quel colore così puro e onesto nei suoi occhi e nelle sue pitture che si portava sotto il braccio come ……un padre che raccoglie le dispense per un inverno intenso e che avrebbe potuto mettere in difficoltà tutti. Si stava avvicinando la fine anno del 2005, quando Ambrosia doveva raggiungere il suo studio. A metà dicembre del 2005, lei aveva notato in cielo un pennacchio di vapore  ricco di anidride solforosa, poi si  erano già manifestati centinaia di piccoli terremoti e un nuovo rivestimento di cenere sopra il picco del vulcano, al momento innevato,  suggeriva che Agostino stava costruendo una nuova eruzione, probabilmente tutto sarebbe successo nel 2006.

Il suo villaggio era Pope Vannoy Landing che si affacciava sul lago Iliamna.

Nessuno andava dalla parte opposta a vedere la baia Kamishak dove si poteva vedere il grande vulcano ergersi. Il nome al vulcano l’aveva dato il capitano Cook in onore al santo Augustino  nel 26 maggio del 1778, durante il suo passaggio a Nord-Ovest.

Ambrosia era in quella zona perché doveva fare i rilievi della costa che circondava la Baia, ma mai avrebbe immaginato che il suo disegno si sarebbe mosso poi in altre direzione che non era certo quelle di un geologo.

Doveva andare a studiare le maree nella baia di Turnagain che si trovava a Nord della Baia Cook, lì vi erano le più imponenti maree che si presentano sul globo terrestre.

Turnagain, Alaska

Il treno passava vicino alla baia e la preoccupazione della compagnia era che l’acqua arrivasse a impedire il passaggio del treno in alcuni momenti, tutto doveva essere studiato in tempi brevi. Al suo villaggio sarebbe arrivato Steve, con cui lei aveva svolto degli studi sul territorio dell’Alaska durante l’Università e le avevo permesso di determinare come calcolare gli spostamenti e gli assestamenti dei profili geologici nel tempo su quella terra.

Steve aveva lasciato tutto dietro a se, una famiglia rinsecchita nelle campagne solitarie della Scozia e che non accettava il suo allontanamento verso “la grande terra” come lui chiamava l’Alaska.

La festa era prevista per quella sera e lei sapeva che voleva preparare il suo dolce, quel nettare degli dei che donava a loro “immortalità”, ma che nessuno conosceva di cosa era composto questo cibo prezioso. Sarebbero stati strati di piacere che avrebbe preparato per quella festa. Di frutta e di sherry, la banana o cocco grattugiato, lei non poteva dimenticare di aggiungere il succo fresco dell’arancia e le sue fette disposte a strati.

 

Ambrosia

Paola Ricci © Photo

I suoi studi sulle maree le avrebbe discusso con Steve , ma quello che certo non si sarebbero immaginati che quel gennaio 2006 il loro coraggio si sarebbe manifestato tutto in un attimo, avrebbero deciso che l’essere bloccati era il loro “incontro”, su quella distanza tra Pope Vannoy e le sponde di terrà opposta che si affacciavano sull’acqua dove sospesa stava l’isola del Vulcano. Il cielo non sarebbe stato più trasparente, si sarebbe riempito di nuvole affumicate dalle ceneri in eruzione e quello sarebbe stato l’inizio di abitare insieme questa terrà che i confini non li pone ma li distende come infinite ciotole raffreddate dalle correnti dell’acqua ma piene di sapori sul loro palato di dolce “Ambrosia”

 

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