Fotografia
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Abierta, Open / Cristina García Rodero-1949

© Cristina Garcia Rodero / Magnum Photos

Questi due aggettivi sono scritti in “lingue” diverse e con suoni diversi, che forma ha la lettera iniziale ?

La lettera A poggia come una montagna, come una salita e una discesa sulla terra, mentre la lettera O rotola sulla terra e ci possiamo girare attorno ed è un CERCHIO, un OVALE , una apertura, come un passaggio.

Il  due passaggi più chiari nella vita umana sono la nascita e la morte, poi in mezzo appare e si sviluppa tutta l’esistenza di ciascuno.

Il tempo che scorre in  ciascuna esistenza è relativo a ciò che si paragona ad altri e a ciò che si percepisce.

Il tempo è un archetipo universale che raffronta, durante la vita, l’essere umano; per i fisici non esiste passato e presente o futuro, non vi è il trascorrere, il tempo “semplicemente, è”. La mente è quella che elabora il percorso di un flusso e le neuroscienze e gli psicologi sono a osservare questo fluire continuo e che contrasta la stallo.

Le piante sono elementi che per sopravvivere non occorre che si spostino il loro ciclo vitale avviene in ogni caso, mentre gli animali e quindi gli esseri umani si devono spostare.

 

L’animale deve muoversi nello “spazio” e interagire con esso e ciò che contiene. I comportamenti dell‘umano sono strettamente connessi all’azione e alla sua efficacia per trovare piacere. I comportamenti di base più semplici sono di nutrirsi e di bere e di copulare. Gli studi del medico, biologo francese H. Laborit sono, come non mai, attualissimi e la sua natura di curioso e anticonformista che mai si è voluto etichettare può introdurre il viaggio di ricerca di Cristina Rodero. Cristina iniziò negli anni ’70,  sulla natura umana davanti agli “eventi temporali” che appaiono improvvisamente all’uomo e che ne determinano reazioni e azioni diverse.

Istituto Cervantes

L’apertura della bocca non è solo la reazione all’evento in se per se, è anche la “necessità” di elaborare e di “agire” nell’evento. Questa necessità da gioia e lutto molto spesso nello stesso tempo, perché quello che traspare nell’intensità del bianco e del nero di questa fotografa spagnola è il dualismo continuo, è l’ossimoro dell’immagine ed è la condizione inevitabile dell’esistenza umana. Non possiamo stare nel giorno se non conosciamo la notte, non possiamo gioire se non conosciamo il dolore; perdita e acquisizione stanno su una altalena ed il gioco che lei manifesta, che rende queste immagini come calamite in cui vedendole ci si attacca e nel tentare di staccarsi  si sente la ritrosia del corpo che si muove nell’uscirne fuori.

In queste due immagini le bambine si “muovono” su due piani diversi, quello dello schernire il mondo che l’osserva con la provocazione della mimica facciale e l’altra nel “subire” la mimica facciale per esprimere la paura e forse il desiderio di scappare dall’evento in cui è stata collocata.

 

© Cristina Garcia Rodero / Magnum Photos

Starci e/o essere posta sono condizioni di scelta antropologica dell’esistenza umana, dove il riconoscersi per quello che si è, rispetto alla condizione ambientale in cui ci si trova, porta alla volontà interiorizzata. Cristina nella sua ricerca compie un atto di volontà di “documentare” quello che viene rilasciato nel pubblico, il suo è il reportage in senso metaforicamente più crudo.

Ti riporto quello che non potresti vedere tu che stai dall’altro capo del mondo, senza aggiungere niente senza “colorarlo” di niente, nella dimensione di essere visto o rifiutato.

Ritornano gli ossimori della vita e le due bambine diverse tra loro e che probabilmente non si incontreranno mai nella loro vita, sono li a dialogare tra loro perché la fotografa di Cristina García Rodero li ha messe su un universo “lineare” dove tu parti da un capo e ti ritrovi dall’altra parte senza aver viaggiato fisicamente.

“ I want to speak about the human being, the dualities and contradictions of life, the old traditions and new ritualnatural and supernatural” C. Rodero

© Cristina Garcia Rodero

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